Santa Sofia: le acque del Bidente

I nostri itinerari in Romagna – Santa Sofia: le acque del Bidente che scorrono nel mezzo di Santa Sofia riflettono…

I nostri itinerari in Romagna – Santa Sofia: le acque del Bidente che scorrono nel mezzo di Santa Sofia riflettono l’immagine di un antico borgo, ameno, ma capace di mostrare i tratti di un’accogliente e tranquilla cittadina vitale: pur abbastanza lontana dai grandi centri per non risentire degli effetti nocivi della cosiddetta “vita moderna”, non manifesta assolutamente i sintomi decadenti dell’isolamento.

Bella, verde, accogliente e viva, Santa Sofia è quindi perfetta per una delle prime nostre scampagnate domenicali, con tanto di pic nic sull’erba nei pressi dell’Eremo (*) o lungo le sponde del Bidente (**).

I nostri Itinerari in Romagna - Santa Sofia - la Valle del Bidente

Prima però di concedersi il riposo dopo una bella passeggiata, consiglio vivamente di far scorta di pane all’Azienda Tirli (via Melloni 2) di Paolo Marianini che, tre anni fa, ha abbandonato un lavoro da dipendente per investire sulla creatività e l’autonomia. Oggi ripropone un pane antico, prodotto con farine di grano ottenuto nell’azienda a coltivazione biologica. Il cereale macinato a pietra mantiene profumi e qualita’ organolettiche uniche. E’ farina viva! Poi solo lievito madre a pasta acida, lunghe lievitazioni e cottura in forno a legna. (Azienda segnalata nelle guide di Slow Food e del Gambero Rosso).

I nostri itinerari in Romagna - Santa Sofia - il centro

E insieme al pane … il raviggliolo! Io opterei per quello della Fattoria Trapoggio (via Collina di Pondo 194). Qui vanno assolutamente provati anche i tortelli sulla lastra (sempre che non abbiate deciso di prepararveli a casa seguendo la nostra ricetta (***) … tanto sono buonissimi anche freddi!).

I nostri itinerari in Romagna - Santa Sofia - i dintorni

E volendo completare con i salumi la nostra cesta da pic nic, da non perdere sono quelli della Macelleria Adolfo Cocchi: qui si può trovare la “gòta”, la guancetta del maiale lasciata stagionare sotto sale ed aromatizzata con un mix particolare (e segreto!) di erbe aromatiche.

Da casa infine, potrei consigliarvi di portare un vasetto di Carciofini Moretti di Brisighella o di Scalogno Igp di Romagna sott’olio e una buona bottiglia di Sangiovese. Il cesto adesso è perfetto!

Lasciamo allora il paese, saliamo a cercare un prato e … godiamoci il bottino!

I nostri itinerari in Romagna - Santa Sofia - il paese

Dimenticavo! Per chi disdegna l’erba sotto i piedi ma vuole mettere le gambe sotto un tavolo, un’ottima scelta è l’Agriturismo “Il Poderone” proprio alle pendici del Monte Falterona (salendo da Santa Sofia e seguendo le indicazioni per il Corniolo): qui la signora Lorenza (Lorenzina per gli amici) non ha mai abbandonato l’antica cucina delle montagne a cavallo fra Romagna e Toscana.

I nostri itinerari in Romagna - Santa Sofia - I tortelli alla lastra

(***) I Tortelli sulla Lastra: la ricetta

Questo è un piatto di derivazione molto povera ma … buonissimo! Popolare soprattutto nell’alta valle del Savio e in tutta la fascia dell’ Appennino tosco-romagnolo, ancora oggi i Tortelli sulla Lastra vengono preparati con ingredienti sempre disponibili nell’orto o nelle campagne: il “compenso” (o ripieno), a seconda delle stagioni, viene fatto con patate, zucche, erbe di campo insaporite con pancetta o lardo, spinaci uniti a ricotta o raviggiolo, patate e zucca in parti uguali o con aggiunta di cavoli o di ottime “carline” (cardi selvatici).

I tortelli sulla lastra sono un pasto completo ma … non può mancare accanto a loro un buon bicchiere di vino, proprio di quel  Sangiovese che vi ho consigliato prima! Infine … si mantengono per almeno 4/5 giorni quindi … è bene prepararne in grande quantità!

Ingredienti
per la pasta

1 chilogrammo di farina di grano

acqua

sale (quello di Cervia sarebbe perfetto)

per compenso

1 chilogrammo di patate

200 grammi di lardo

2 uova

3 spicchi di aglio (2 se sono abbastanza grandi)

sale e pepe

Preparazione
per il compenso

Lessare le patate e passale nello schiacciapatate. Unire poi 2 uova e condire con battuto di lardo precedentemente soffritto con aglio.

per la sfoglia

Impastare la farina con tanta acqua (nella quale si sarà sciolto il sale) quanta ne serve per avere una massa elastica e ben lavorabile.
Poi tirarla col mattarello fino ad uno spessore di qualche millimetro.

per i tortelli

Stendere in modo uniforme il compenso su metà della sfoglia, ripiegarla su sè stessa e sigillare i bordi con la rotella (la sprunella). Col mattarello fare pressione sulla sfoglia ripiena per uniformarla e poi ricavare, sempre con la sprunella, dei quadrotti di circa 10-12 centimetri di lato. Ogni tortello così tagliato va cotto per circa 3-4 minuti su di una lastra d’arenaria, ruvida, ben calda messa sulla brace del camino, girandolo più volte.
Oggi è più pratico cuocere i tortelli su una teglia di cotto, il testo (lo stesso della piadina romagnola), o una piastra di ghisa, poste sul fuoco della cucina a gas o sulla piastra della stufa.

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Ora … qualche approfondimento

Due sono le forze che si mescolano nell’atmosfera dell’areale di Santa Sofia: la nota dominante è la natura, maestosa, fatta di distese di boschi millenari popolati da lupi, cinghiali e cervi. E’ un’area di straordinario interesse naturalistico che, dal 1959, conserva al suo interno la prima riserva integrale statale d’Italia, quella di Sasso Fratino, 764 ettari di foresta protetti dall’accesso e dall’attività dell’uomo (è possibile solo percorrere a piedi o in bicicletta il sentiero che ne delimita un lato).

(*) Poi è proprio all’uomo che si deve invece la seconda componente che aleggia in questi luoghi: un’arcaica forza spirituale che nei secoli ha lasciato chiare tracce come il Santuario di La Verna e l’Eremo di Camaldoli (proseguendo oltre Santa Sofia in direzione del Corniolo e Campigna).

I nostri itinerari in Romagna - Santa Sofia - i dintorni

Ma non è solo il misticismo a dimorare in queste foreste, tra gli alberi: nelle immediate vicinanze di Santa Sofia è nato nel 1955 un premio di arte moderna inizialmente dedicato esclusivamente agli artisti locali che sarebbe divenuto un importante punto di riferimento per il panorama artistico nazionale: il Premio Campigna. Pur cambiando periodo di svolgimento e spostandosi entro il borgo, negli anni il Premio ha portato artisti del calibro di Luigi Carluccio, Francesco Arcangeli, Ennio Morlotti, Concetto Pozzati, Piero Manai e molti altri a giungere qui per creare estemporaneamente le loro opere negli spazi del paese.

I nostri itinerari in Romagna - Santa Sofia - i dintorni

Tra gli anni Settanta ed Ottanta, l’artista informale Mattia Moreni  ha addirittura scelto Santa Sofia quale sua residenza, facendo dono al Premio di molte sue opere, oggi conservate nella Galleria d’Arte Moderna, dedicata a Vero Stoppani (fondatore del Premio Campigna), insieme a circa cento opere dei più esimi pittori romagnoli.

(**) Nel 1993 il Premio ha aperto una parentesi dedicata all’arte scultorea inaugurando il Parco delle Sculture all’Aperto: un percorso artistico naturalista che dal centro del paese si snoda lungo l’alveo del fiume.

Giorgia Lagosti

(foto di Gianluca Missiroli)