Nelle Osterie del Gran Fritto . . . le “Trigliette al Pomodoro”

Correva l’anno 1849, precisamente il 2 di Agosto, quando Giuseppe Garibaldi e la moglie Anita, in fuga dalle forze borboniche…

Correva l’anno 1849, precisamente il 2 di Agosto, quando Giuseppe Garibaldi e la moglie Anita, in fuga dalle forze borboniche e francesi, giunsero a Cesenatico. Pochi giorni dopo, col fine di aiutare i compagni patrioti, avrebbe preso il largo con 12 bragozzi e una tartana alla volta di Venezia, ancora sotto l’assedio austriaco.

La storia ci racconta però, che dopo una breve navigazione, Garibaldi fu intercettato dalla flotta austriaca e costretto a sbarcare vicino a Magnavacca, divenuto in seguito l’attuale Porto Garibaldi.

Fu un soggiorno davvero breve, ma da allora Cesenatico è legata a maglie strette all’Eroe dei Due Mondi: dal lontano 1855 questo piccolo lembo di Romagna affacciato sull’Adriatico celebra con una rievocazione storica l’imbarco alla volta di Venezia.

(Cesenatico, prima città in Italia, nel 1884 innalzò una statua che ritrae Garibaldi non a cavallo).

Osteria del Gran Fritto di Milano Marittima - Foto Altissimo Ceto

 

E per questa festa, in perfetta assonanza con la stagionalità, a Cesenatico fra i piatti tipici c’erano le triglie: quelle di taglia più grossa erano destinate alla graticola, quelle di medie dimensioni a brodetti e sughi, quelle piccole, il novellame, le “agosti nelle”, restavano invendute nelle casse dei pescatori.

Erano pesce di scarto. Il mercato richiedeva pezzature più grosse.

Ecco allora che venivano fritte e messe ad arricchire un semplice sugo di pomodoro appena insaporito con olio e sale: più rimanevano a “crogiolarsi” lì, più il piatto diventava buono.

Il pesce fritto, lentamente, cedeva al pomodoro i suoi sapori, quello del mare e quello della frittura.

Trigliette al Pomodoro - Foto Altissimo Ceto

 

Piatto povero quindi, queste “Trigliette al Pomodoro” che oggi, ogni tanto, troviamo sulle tavole delle Osterie del Gran Fritto di Stefano e di Andrea Bartolini.

Ervis Ristani, primo chef dell’Osteria di Milano Marittima, mi racconta che dopo aver pulito le triglie e dopo averle passate velocemente nella farina, le frigge.
A parte prepara un sugo con aglio, olio e un sentore di peperoncino.

Poi aggiunge i pomodori pelati, li scotta appena e li unisce alle triglie.

Infine aspetta, come si faceva una volta, che i piccoli pesci regalino al sugo tutto il loro sapore.

Verranno servite con la Piadina Romagnola.

Giorgia Lagosti