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	<title>Blog Stefano Bartolini</title>
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	<description>Una Storia lunga un giorno che si ripete ogni giorno</description>
	<lastBuildDate>Mon, 20 May 2013 16:38:24 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Aspettando TerrazzaBartolini al Ristorante La Buca di Cesenatico &#8211; parte seconda</title>
		<link>http://www.blog-stefanobartolini.com/aspettando-terrazzabartolini-al-ristorante-la-buca-di-cesenatico-parte-seconda/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 16:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Aspettando TerrazzaBartolini&#8221; &#8211; parte seconda &#8211; al Ristorante La Buca di Cesenatico. Il secondo appuntamento in attesa della nuova stagione. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Aspettando <a href="http://www.stefanobartolini.com/terrazza-bartolini/">TerrazzaBartolini&#8221;</a></strong> &#8211; parte seconda &#8211; al <strong>Ristorante <a href="http://www.stefanobartolini.com/la-buca/">La Buca</a> di Cesenatico.</strong></p>
<p>Il secondo appuntamento in attesa della nuova stagione. E anche questo sarà un menù attraverso il quale lo chef, <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/matteo-casadio-primo-chef-di-terrazza-bartolini/"><strong>Matteo Casadio,</strong></a> racconterà della sua cucina, quella che presto troveremo in Terrazza.</p>
<p><strong>Fresca, creativa e forte dell&#8217;altissima qualità delle sue materie prime. Meditata e diretta.</strong></p>
<p>E come venerdì scorso, in sala &#8230; <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/bruno-renna-maestro-di-sala-di-terrazza-bartolini/"><strong>Bruno Renna</strong></a>ad accogliere i clienti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Menù</strong></p>
<p style="text-align: center;">Acciughe del Mar Cantabrico, bufala, peperoni Pechillo e olio Extra Vergine di Oliva</p>
<p style="text-align: center;">Polpo alla piastra, patate schiacciate e capperi</p>
<p style="text-align: center;">Strichetti, mazzancolle nostrane e stridoli</p>
<p style="text-align: center;">Spigola di amo alla plancia, zucchine e fiori di zucca</p>
<p style="text-align: center;">Spuma di Squacquerone di San Patrignano, arancio, frutta secca e cioccolato</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il costo della cena è di 55 euro, vini in abbinamento inclusi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2010/11/TerrazzaBartolini-18.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-272" title="Aspettando TerrazzaBartolini - Acciughe, bufala, peperoni Pechillo" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2010/11/TerrazzaBartolini-18-574x382.jpg" alt="Aspettando TerrazzaBartolini - Acciughe, bufala, peperoni pechillo" width="574" height="382" /></a></p>
<p><strong>Acciughe del Mar Cantabrico, bufala, peperoni Pechillo e olio Extra Vergine di Oliva</strong></p>
<p>Siamo nell’Oceano Atlantico, in quel tratto di mare che dalla costa sud ovest della Francia, dalla Galiziana, si estende fino alla Spagna basca, fino al Golfo di Biscaglia.</p>
<p>Qui le acciughe sono grosse, carnose, dolcissime e la storia ha reso abili le mani degli uomini che le lavorano: ci arrivano nella latta, sotto sale, mantenute integre come il mare le ha “prodotte”.</p>
<p>Il sale ha … grandi poteri! Matteo le accosta alla burrosità della bufala, al sentore di latte fresco e corposo che solo un prodotto artigianale può avere. Accanto a loro … i peperoni Pechillo, anche loro spagnoli e dolci, delicati. Per nulla aggressivi. Perfetti per equilibrare il sapore deciso dell’acciuga.</p>
<p>A completare il tutto un fantastico olio, profumato e lievemente piccante.</p>
<p><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/riflessioni-e-il-new-localism-di-stefano-bartolini/polpo-champignon-1/" rel="attachment wp-att-1065"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1065" title="Aspettando TerrazzaBartolini - Polpo alla piastra" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/01/Polpo-champignon-1-574x268.jpg" alt="Aspettando TerrazzaBartolini - Polpo alla piastra" width="574" height="268" /></a></p>
<p><strong>Polpo alla piastra, patate schiacciate e capperi</strong></p>
<p>Per la cottura del polpo … Gregorio Grippo docet! In primis le carni del mollusco vengono bollite e lasciate freddare nella loro acqua: rimangono tenere e pregne del loro sapore.</p>
<p>Poi Matteo le marina leggermente in una emulsione di miele, salsa di soia e maizena: si crea così una laccatura cremosa e aromatica dal sottile sentore di caramello che contrasta l’impercettibile amaro che il polpo acquista sulla piastra. Le patate sono semplicemente lessate, schiacciate a forchetta e mantecate con olio e sale dolce di Cervia.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/10/TerrazzaBartolini-3.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-949" title="Aspettando TerrazzaBartolini - Mazzancolle" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/10/TerrazzaBartolini-3-574x268.jpg" alt="Aspettando TerrazzaBartolini - Mazzancolle" width="574" height="268" /></a></p>
<p><strong>Strichetti, mazzancolle nostrane e stridoli</strong></p>
<p>Gli strichetti sono una pasta, o meglio … “minestra”, propria della storia della Romagna. Antica, davvero solo nostra.</p>
<p>La sfoglia a matterello, tagliata a rombo con la sprunella e pizzicata al centro (è da qui deriva il nome … dal dialetto “scrichè”), raccoglie il sugo nelle sue pieghe, lo intrappola. Poi ci sono le mazzancolle, pescate nel loro periodo migliore, e gli stridoli, dolci e delicati, ottimi in questa stagione.</p>
<p>Un primo piatto di grande equilibrio fra delicatezza, freschezza e … carattere.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/02/Pescheria1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1119" title="Aspettando TerrazzaBartolini - Pescheria" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/02/Pescheria1.jpg" alt="Aspettando TerrazzaBartolini - Pescheria" width="400" height="600" /></a></p>
<p><strong>Spigola di amo alla plancia, zucchine e fiori di zucca</strong></p>
<p>E’ nella consuetudine del mare pescare le spigole con le reti a tremaglio: gettate la sera, vengono raccolte la mattina successiva con la speranza di trovarle piene e pulsanti. Ma spesso il pesce vi si intrappola molte ore prima del loro ritiro a bordo e ne esce stremato, agonizzante … forse già morto. Ciò non giova alla qualità del pescato.</p>
<p>Le spigole che invece Matteo utilizza in questo piatto abboccano all’amo una ad una … e la differenza si sente!</p>
<p>Vicino a loro la golosità dei fiori di zucca: dentro una farcia composta dalla stessa spigola mantecata con patate …. cremosissima, e fuori … una sottile crosticina data da una leggera tempura.</p>
<p><strong>Spuma di Squacquerone di San Patrignano, arancio, frutta secca e cioccolato</strong></p>
<p>Lo squacquerone è da sempre un formaggio di casa: la sua storia in Romagna si perde nella notte dei tempi. Oggi, nel caseificio di San Patrignano viene ancora prodotto in modo assolutamente artigianale.</p>
<p>Qui lo troviamo addolcito dal miele e montato a sifone: diventa soffice e spumoso. Infine, reste d’arancio leggermente candite, mandorle e nocciole, cioccolato fondente al 72 % … prende le vesti di una “quasi” cassata di casa nostra!</p>
<p><strong>I vini in abbinamento</strong></p>
<p>San Patrignano, <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Aulente 2012 </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">San Patrignano, Vie 2012 </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Dogliotti, Moscato naturale d’Asti</span></p>
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		<title>Aspettando TerrazzaBartolini 2013 al Ristorante La Buca di Cesenatico</title>
		<link>http://www.blog-stefanobartolini.com/aspettando-terrazza-bartolini-2013-al-ristorante-la-buca-di-cesenatico/</link>
		<comments>http://www.blog-stefanobartolini.com/aspettando-terrazza-bartolini-2013-al-ristorante-la-buca-di-cesenatico/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 May 2013 21:04:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Aspettando TerrazzaBartolini 2013&#8243; al Ristorante La Buca di Cesenatico. Una cena come anteprima della nuova stagione. Un menù attraverso il quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Aspettando <a href="http://www.stefanobartolini.com/terrazza-bartolini/">TerrazzaBartolini</a> 2013&#8243;</strong> al Ristorante <a href="http://www.stefanobartolini.com/la-buca/"><strong>La Buca</strong></a> di Cesenatico.</p>
<p>Una cena come <strong>anteprima</strong> della nuova stagione.</p>
<p>Un menù attraverso il quale lo chef,<a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/matteo-casadio-primo-chef-di-terrazza-bartolini/" target="_blank"><strong> Matteo Casadio</strong></a>, racconta della sua cucina, quella che troveremo in Terrazza.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Fresca, creativa e forte dell&#8217;altissima qualità</strong> delle sue materie prime. <strong>Meditata e diretta.</strong></p>
<p style="text-align: left;">E per ricreare l&#8217;atmosfera della Terrazza, in sala &#8230; <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/bruno-renna-maestro-di-sala-di-terrazza-bartolini/"><strong>Bruno Renna</strong></a> ad accogliere i clienti.</p>
<p style="text-align: center;"> <strong style="text-align: center; font-size: 13px; line-height: 19px;">Menù</strong></p>
<p style="text-align: center;">Degustazione di Crudi Terrazza 2012</p>
<p style="text-align: center;">Gamberi in crosta di fili di patate con salsa agrodolce</p>
<p style="text-align: center;">Rigatoni &#8220;Scoglio senza Scogli&#8221;</p>
<p style="text-align: center;">Merluzzo al &#8220;Pestacchio&#8221;</p>
<p style="text-align: center;">Spuma di yogurt, fragole e croccante</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il costo della cena è di 55 euro,<br />
vini in abbinamento inclusi<br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong style="text-align: left; font-size: 13px; line-height: 19px;">Degustazione di Crudi Terrazza 2012 </strong></p>
<p style="text-align: left;">Alla Terrazza non troveremo piatti di crudo compositi, accostamenti di vari pesci o crostacei uno di fianco all&#8217;altro a sottrarsi a vicenda il ruolo primario del piatto. Matteo non ama i coprotagonisti. Le proposte di crudo della Terrazza saranno invece  perfetti monologhi supportati da ingredienti che esaltano vista e palato, che definiscono i sapori, che accompagnano con i loro profumi. Esattamente come ognuna delle tre piccole proposte che troveremo in questo piatto sulle tavole della Buca.<br />
Avremo certamente L&#8217;<a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/esqueixada-di-merluzzo/"><strong>Esqueixada di Merluzzo</strong>,</a> il Carpaccio di Branzino e &#8230;.<br />
Matteo, e poi? «Vedremo cosa troveremo di fantastico in mattinata al mercato».</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/10/AND27552.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-972" title="Aspettando TerrazzaBartolini 2013 - Esqueixada di Merluzzo" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/10/AND27552-574x268.jpg" alt="Aspettando TerrazzaBartolini 2013 - Esqueixada di Merluzzo" width="574" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/tartare-di-gamberi-rossi-caviale-fresco-amur-e-panna-acida/tartare-di-gamberi-rossi-1/" rel="attachment wp-att-893"><img class="aligncenter size-medium wp-image-893" title="Tartare di gamberi rossi, caviale Amur e panna acida" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/07/Tartare-di-gamberi-rossi-1-574x268.jpg" alt="Tartare di gamberi rossi, caviale Amur e panna acida" width="574" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/aspettando-terrazza-bartolini-2013-al-ristorante-la-buca-di-cesenatico/carpaccio-di-branzino/" rel="attachment wp-att-1187"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1187" title="Carpaccio di branzino" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/Carpaccio-di-branzino-574x268.jpg" alt="Carpaccio di branzino" width="574" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Gamberi in crosta di fili di Patate con Salsa agrodolce</strong></p>
<p style="text-align: left;">Questo è un piatto storico di Matteo, uno di quelli che lo rappresentano da anni e che &#8230; credo che gli verrà richiesto fino a che starà in una cucina.<br />
Di ritorno dal suo primo viaggio in Giappone portò con sè un piccolo torchio che riduce la polpa della patata in sottilissimi &#8220;fili&#8221;. Con questi avvolge un gambero e lo frigge velocemente. Croccante l&#8217;esterno. Tenerissimo l&#8217;interno, quasi burroso. A completare il tutto qualche goccia di salsa agrodolce a bilanciare la dolcezza dei crostacei.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/lestate-2012-alla-terrazza-bartolini-immagini-bilanci-e-i-ricordi/gambero/" rel="attachment wp-att-959"><img class="aligncenter size-medium wp-image-959" title="Aspettando TerrazzaBartolini 2013 - Gamberi in crosta di fili di patata, salsa agrodolce" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/10/gambero-574x324.jpg" alt="Aspettando TerrazzaBartolini 2013 - Gamberi in crosta di fili di patata, salsa agrodolce" width="574" height="324" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/aspettando-terrazza-bartolini-2013-al-ristorante-la-buca-di-cesenatico/gamberi-in-crosta-di-patate/" rel="attachment wp-att-1188"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1188" title="Gamberi in crosta di patate" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/Gamberi-in-crosta-di-patate-574x268.jpg" alt="Gamberi in crosta di patate" width="574" height="268" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Rigatoni &#8220;Scoglio senza Scogli&#8221;</strong></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Varie sono le derivazioni di questo curioso appellativo. In primis va ricercato nell&#8217;ironia: quasi a sbeffeggiare lo storico cartello affisso sulle porte delle Osterie del Gran Fritto di Stefano Bartolini &#8230; &#8220;Non chiedete gli spaghetti allo scoglio perchè a Cesenatico non ci sono gli scogli&#8221;, Matteo propone ugualmente lo scoglio &#8230; dichiarandone apertamente la sua assenza!<br />
Matteo però mi racconta che il vero motivo del nome del piatto sta nella facilità di fruizione, nel fatto che non ci sono gusci, spine, chele o carapaci. Non ci sono crostacei da pulire, valve da eliminare. Questi rigatoni (e anche la scelta di questo formato di pasta è perfettamente in linea con il suo fine: gli spaghetti vanno avvolti intorno ai rebbi della forchetta, è necessaria attenzione, i rigatoni si infilzano e&#8230;) sono un piatto tutto da assaporare, senza alcuna distrazione, sono &#8230;. appunto &#8230; senza scogli!</span></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/aspettando-terrazza-bartolini-2013-al-ristorante-la-buca-di-cesenatico/_and2892/" rel="attachment wp-att-1186"><img class="aligncenter size-full wp-image-1186" title="Rigatoni scoglio senza scogli" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/AND2892.jpg" alt="Rigatoni scoglio senza scogli" width="397" height="600" /></a></p>
<div>
<p style="text-align: left;"><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Merluzzo al &#8220;Pestacchio&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: left;">No. Non avete letto male! E nemmeno io ho commesso un errore di battitura. Il merluzzo è al &#8220;pestacchio&#8221;.<br />
Si tratta di un battuto a mortaio a base di basilico e formaggi, come quello alla genovese, ma &#8230; con il pistacchio al posto dei pinoli. E il piatto riprende anche gli altri elementi delle trenette liguri: patate e fagiolini lessati a sorreggere un trancio di merluzzo cotto al vapore e completato dal complesso profumo del pesto.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Spuma di yogurt, fragole e croccante</strong></p>
<p style="text-align: left;">Una spuma leggera di jogurt, montata a sifone, servita dentro ad un bicchiere trasparente. Sopra, il dolce delle fragole, il loro brillante colore a contrasto con il bianco del latte, la loro dolcezza che in questi giorni  è esplosa anche nella nostra terra. A dare contrasto in quanto a consistenza &#8230; qualche frammento di croccante.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/lestate-2012-alla-terrazza-bartolini-immagini-bilanci-e-i-ricordi/coppa-melba-1/" rel="attachment wp-att-963"><img class="aligncenter size-medium wp-image-963" title="Coppa Melba " src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/10/Coppa-Melba-1-574x268.jpg" alt="Coppa Melba" width="574" height="268" /></a></p>
<p><strong>Vini in abbinamento</strong></p>
<p>Franciacorta Brut Contadi Castaldi Magnum</p>
<p>Antinori, Cervaro della Sala 2006</p>
<p>Dogliotti, il Moscato La Selvatica Magnum</p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Osteria del Gran Fritto a Slow Fish 2013</title>
		<link>http://www.blog-stefanobartolini.com/losteria-del-gran-fritto-a-slow-fish-2013/</link>
		<comments>http://www.blog-stefanobartolini.com/losteria-del-gran-fritto-a-slow-fish-2013/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 May 2013 12:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Osteria del Gran Fritto di Stefano Bartolini porta a Genova, a Slow Fish 2013, la cucina di strada del nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stefanobartolini.com/osteria-del-gran-fritto/">L&#8217;Osteria del Gran Fritto</a> di <a href="http://www.stefanobartolini.com/">Stefano Bartolini</a> porta a Genova, a <strong>Slow Fish 2013</strong>, la cucina di strada del nostro mare.</p>
<p><strong>La cucina di strada</strong>, quella vera, è sinonimo di <strong>territorio, tradizione, cultura e produzioni artigianali.</strong> Rappresenta la parte antica della gastronomia, quella che affonda <strong>radici salde nella storia di un luogo e delle sue genti,</strong> quella che in passato aveva<span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> un ruolo importante nel tessuto urbano fornendo cibo e lavoro.</span></p>
<p>Negli anni poi è stata <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>capace di adattarsi</strong> ai caratteri del mangiare moderno conservando tuttavia <strong>le caratteristiche, i gusti e i principi originari:</strong> il cibo di strada è  u</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">n concentrato di sapori <strong>semplici, netti, antichi. </strong></span></p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/foto-2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1180" title="L'Osteria del Gran Fritto di Stefano Bartolini a Genova" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/foto-2-574x428.jpg" alt="L'Osteria del Gran Fritto di Stefano Bartolini a Genova" width="574" height="428" /></a></p>
<p>«<span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Oggi, se sei del luogo, il cibo di strada è capace di farti sentire parte della comunità, se sei &#8220;straniero&#8221;, ti racconta della sua cultura».</span></p>
<p>E sul banco dell&#8217;Osteria, proprio sul porto di Genova, <strong>Stefano e Andrea Bartolini</strong> propongono due piatti &#8220;capisaldi&#8221;  della loro cucina: il <strong>Risotto alla Moda di una Volta</strong> e il <strong>Cono di Pesce Fritto, </strong>quello avvolto nella carta gialla e che va rigorosamente mangiato con le dita.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/6-Fritto.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1178" title="L'Osteria del Gran Fritto di Stefano Bartolini a Genova - Cono di Fritto" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/6-Fritto-574x268.jpg" alt="L'Osteria del Gran Fritto di Stefano Bartolini a Genova - Cono di Fritto" width="574" height="268" /></a></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">C&#8217;è però anche </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">una novità:</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> mossi dal desiderio di portare nel loro cibo di strada anche </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">un&#8217;altra grande eccellenza della Romagna, il formaggio,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> stanno sperimentando nuove possibilità. Ecco allora che potremmo avere la fortuna di assaggiare la </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Piadina Fritta con Squacquerone e Sardoncini Marinati</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> o, in una versione più dolce, con </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Squacquerone e Fichi Caramellati.</strong></p>
<p>Ma &#8230; «non è mica la pizza fritta, non si tratta di un impasto lievitato, tipo pane o pizza e poi fritto. La nostra, ci racconta Andrea, invece è <strong>la vera piadina, quella con lo strutto e con la &#8220;dose&#8221;.</strong> E con una puntina di bicarbonato. La scottiamo velocemente sulla plancia e poi la friggiamo modellandola a cono».</p>
<p>Poi ci saranno <strong>le Crocchette di Patate Parmigiano e Baccalà, lo Sgombro affumicato con Radicchio e Cipolla &#8230;</strong></p>
<p>Giorgia Lagosti</p>
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		<title>Brisighella e . . . il suo oro verde: l&#8217;olio</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 16:59:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Romagna]]></category>
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		<description><![CDATA[La Romagna è per tradizione una terra in cui la cultura per il cibo sta alla base della vita quotidiana. Causa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>La Romagna</strong> è per tradizione una terra in cui la <strong>cultura per il cibo</strong> sta alla base della vita quotidiana. Causa e conseguenza di tutto ciò è certamente <strong>il gran numero e l’alta qualità dei suoi prodotti tipici.</strong> Uno fra tanti, e di grande valore,<strong> è l&#8217;olio di Brisighella.</strong></span></p>
<p>Siamo sulle<strong> colline del faentino</strong>, a pochi chilometri da una delle capitali europee della ceramica d’autore.</p>
<p>Muovendo dalla città e costeggiando <strong>la vecchia ferrovia</strong> che anticamente aprì le porte sul mondo per le genti di questa zona, arriviamo appunto <strong>a Brisighella.</strong></p>
<p>Concedetemi ora un piccola digressione sull’origine di questo affascinante borgo.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1171" title="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio - Panorama" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/2-574x323.jpg" alt="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio - Panorama" width="574" height="323" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Le fonti storiche fanno risalire la sua fondazione </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">al 1178</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> per mano dei conti Belmonti delle Caminate, ma fu </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Maghinardo Pagani da Susinana</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> che nel 1290, per meglio assediare il Castello di Baccagnano, fece costruire, su</span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> uno dei tre scogli di selenite che dominano la conca,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> una torre divenuta in breve </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">la roccaforte più importante dell’intera vallata.</strong></p>
<p><strong>Castrum Brisichellae,</strong> infatti, in virtù della sua ubicazione <strong>a cavallo tra Romagna e Toscana</strong> e per il suo essere <strong>cinta da inaccessibili creste gessose,</strong> si distinse subito per la sua importanza strategica e commerciale.</p>
<p>Scomparso Maghinardo, il nido fortificato passò alle dipendenze di <strong>Francesco Manfredi signore di Faenza</strong> il quale, secondo la tradizione del suo casato, lo trasformò in rocca secondo i più moderni dettami dell’epoca. Continue migliorie e nuovi bastioni si susseguirono negli anni finché <strong>Galeazzo Manfredi eresse un nuovo e più possente fortilizio sul contrafforte retrostante.</strong> Poi, con la fine dei Manfredi (1500), il castello<strong> passò ai Veneziani</strong> che gli diedero la sua veste definitiva.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1170" title="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio - Via del Borgo" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/1-574x357.jpg" alt="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio - Via del Borgo" width="574" height="357" /></a></p>
<p>Poco distante, appollaiato sul terzo pinnacolo prospiciente il centro abitato e un tempo noto come “Cozzolo” o “Calvario”, c’è il <strong>Santuario mariano del Monticino</strong> che offre <strong>panorami mozzafiato</strong> della valle sino ai confini della Toscana.</p>
<p>Della cerchia, sul <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">tragitto che giungeva al maniero, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">restano solo due torrioni. Oltre, percorrendo </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">un <strong>camminamento sopraelevato</strong>, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">si raggiungeva il centro abitato, più in basso: questa era la </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Via del Borgo. </strong>Co<span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">l tempo diventò centro di famiglie di birocciai che traevano il loro sostentamento dalle vicine cave di gesso: era appellata “degli Asini” per il ricovero offerto alle bestie da soma.</span></p>
<p>Oggi, questo singolare e storico transito, <strong>riportato ad antico splendore</strong> e bagnato dalla luce filtrata da mezzi archi di dissimile ampiezza, regala uno degli <strong>scorci più suggestivi e scenografici dell’abitato.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/3.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1172" title="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio - Via degli Asini" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/3-574x379.jpg" alt="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio - Via degli Asini" width="574" height="379" /></a></p>
<p>Fra tutte le costruzioni sacre, ancora, spicca la <strong>Pieve di Thò,</strong> così appellata poiché situata all’ottavo miglio della strada che univa Faenza all’Etruria: è una delle più <strong>remote opere romaniche di questa terra.</strong> Si tratta di un luogo <strong>dall’atmosfera rarefatta,</strong> quasi una “macchina del tempo”, capace d’ispirare <strong>forti emozioni, ricordi dimenticati.</strong></p>
<p>E sensazioni analoghe, a digressione finita, si possono provare all’assaggio di uno di quei prodotti di cui ho accennato e che fra queste vallate nasce: <strong>l’Olio Extravergine di Brisighella.</strong><br />
In Romagna infatti è certamente <strong>uno dei prodotti più nobili e pregiati</strong> e ne esiste anche un<strong> crù “Brisighello” che vanta la Denominazione di Origine Protetta:</strong> deriva da <strong>oliveti selezionati</strong> sia sotto l’aspetto produttivo che fitopatologico e <strong>tutti ubicati in un areale rigorosamente delimitato</strong> sulle colline del comprensorio in questione.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/234_image.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1175" title="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio " src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/234_image-574x434.jpg" alt="Brisighella e . . . il suo oro verde: l'olio " width="574" height="434" /></a></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">L’alto profilo qualitativo, oltre che per una questione di territorialità, è poi determinato <strong>dall’attenta e accurata tecnica</strong> di preparazione del prodotto: <strong>la raccolta,</strong> fra la fine di Ottobre e la prima quindicina di Novembre a seconda della stagione, viene eseguita <strong>esclusivamente a mano</strong> (il territorio non permetterebbe altra via) <strong>per brucatura e la molitura</strong> delle olive deve avvenire obbligatoriamente <strong>entro 4 giorni dalla raccolta.</strong></span></p>
<p><strong>L’estrazione</strong> infine, parte fondamentale del processo produttivo, <strong>si realizza per sgocciolamento.</strong></p>
<p>Arrivando infine alle <strong>caratteristiche organolettiche</strong> che fanno dell’olio di Brisighella un prodotto inimitabile ed esclusivo, non posso non raccontare <strong>dell’aroma intenso e delicato, lievemente mandorlato</strong>, con note che ricordano il carciofino verde e le foglie del pomodoro. <strong>Fluido al palato,</strong> i suoi sentori dolci, amari e piccanti sono presenti <strong>in misura equilibrata ed armonica.</strong></p>
<p>Giorgia Lagosti</p>
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		<title>Al Ristorante La Buca il Progetto Romagna: venerdi&#8217; 10 maggio</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 19:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Romagna]]></category>
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		<category><![CDATA[sale dolce di cervia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ristorante La Buca di Cesenatico. Progetto Romagna. Venerdì 10 Maggio. &#160; Menù Razza al vapore con giardiniera di verdure Cappesante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ristorante <strong><a href="http://www.stefanobartolini.com/la-buca/">La Buca</a> di Cesenatico</strong>. <strong>Progetto Romagna</strong>. <strong>Venerdì 10 Maggio.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Menù</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Razza </strong>al vapore con giardiniera di verdure</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Cappesante</strong>, grano spezzato all&#8217;acqua<br />
di vongole e pomodoro bruciato</p>
<p style="text-align: center;">Tagliatelle al<strong> quinto quarto di mare</strong><br />
e rosmarino</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Pesce</strong> cotto su<strong> sale di Cervia</strong>,<br />
profumato alle erbe aromatiche</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Zuppa inglese</strong></p>
<p style="text-align: center;">Il bustrengo</p>
<p style="text-align: center;"><strong>I vini della cantina Leone Conti:</strong><br />
Impressione di settembre 2012, Syrah Rosato<br />
Progetto 1 2012, Albana di Romagna<br />
Mezzaluna 2012, Uva Termarina</p>
<p style="text-align: center;">Il costo della cena è di <strong>45 euro a persona,</strong> bevande incluse.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Venerdì 5 aprile a La Buca Progetto Romagna" href="http://www.stefanobartolini.com/la_buca/MENU/progettoromagna5.pdf" target="_blank"><strong>Scarica la versione stampabile</strong></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.stefanobartolini.com/passione/"><strong>Stefano Bartolini</strong></a> e <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/gregorio-grippo/"><strong>Gregorio Grippo</strong></a> ci raccontano:</p>
<p><strong>Razza al vapore con giardiniera di verdure</strong></p>
<p><strong>Stefano Bartolini</strong>: «Ho voluto io questo piatto nel menù della serata. Lo preparava spesso <strong>mio babbo Marcello.</strong> Era ghiotto di razza. E devi sapere che in passato la razza era un pesce molto comune sulle tavole dei pescatori. <strong>La razza era … “di famiglia”.</strong><br />
Oggi è denigrato, è un po’ … “demodè”, è sottovalutato, ma …. accostato alla <strong>leggera acidità della giardiniera,</strong> preparata &#8220;espresso&#8221; con le verdure di stagione, ingentilita dal leggero velo di aceto, è una interessante reminiscenza del passato e … una evoluzione in linea con i tempi. Una volta la razza era lasciata intatta, con le cartilagini e le parti grasse. E la giardiniera era “colma” di aceto e inspessita da verdure forti ed aggressive come i friggitelli: il primo sapore che ti arrivava era quello dell’agro. Oggi non è più così. <strong>Oggi usiamo le verdure di stagione,</strong> le prime zucchine, le carote, i fagiolini, gli asparagi …»<br />
<strong>Gregorio Grippo</strong>: «La razza in questa stagione è <strong>grossa, succulente.</strong> La lessiamo, la ripuliamo da tutte le cartilagini e dalle parti grasse e la accostiamo ad una “accennata” giardiniera, appena inacidita da un velo di aceto a dare <strong>freschezza e leggerezza».</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cappesante, grano spezzato all&#8217;acqua di vongole e pomodoro bruciato</strong></p>
<p><strong>Stefano Bartolini</strong>: «A differenza della razza, una volta <strong>le cappesante erano presenti sulle tavole dei giorni di festa</strong> o su quelle delle famiglie benestanti. Erano … cibo da ricchi! Erano frutti di mare <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">davvero molto pregiati.</span><br />
Lontane dalla quotidianità del desco di altre regioni, del Veneto per esempio, anche oggi, nell’ideologia comune, <strong>le cappesante sono un cibo che evoca momenti importanti</strong>: vuoi perché arrivano da lontano (e non perchè sono assenti nell’alto Adriatico: semplicemente da noi non vengono allevate), vuoi per la loro “ricchezza intrinseca” data dalla dolcezza e dalla loro particolarità, vuoi per il loro costo … di non poco conto!»<br />
<strong>Gregorio Grippo</strong>: «In questi giorni sono <strong>tenerissime, carnose.</strong> Le scottiamo velocemente sulla plancia e le accostiamo al <strong>grano spezzato cotto nell’acqua delle poveracce</strong> e al leggero amarognolo di dolcissimi datterini “bruciati” in padella. Completiamo il tutto con <strong>la freschezza di una leggera crema di prezzemolo</strong> a dare un tocco erbaceo al piatto»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tagliatelle al quinto quarto di mare e rosmarino</strong></p>
<p><strong>Stefano Bartolini</strong>: «Proponiamo <strong>le tagliatelle, quelle larghe, romagnole,</strong> diverse dai tagliolini per spessore e larghezza. <strong>Quelle ruvide</strong> che mantengono la rugosità del <strong>legno del tagliere contro il legno del matterello.</strong> E con loro un ragù di <strong>quinto quarto</strong>, fatto con le parti meno nobili del pesce, quelle che non hanno la giusta estetica o pezzatura per essere presentate in tavola, ma …. saporitissime »<br />
<strong>Gregorio Grippo</strong>: «Si tratta di un sugo che, come procedura e concezione, ricorda quelli a base di cacciagione. <strong>Spesso, corposo e “pregno”</strong>. Perfetto per le tagliatelle».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pesce cotto su sale di Cervia, profumato alle erbe aromatiche</strong></p>
<p><strong>Stefano Bartolini</strong>: «Perché il “pesce”? E non la varietà nello specifico? Perché prepareremo <strong>quello che di freschissimo il mercato ci offrirà venerdì mattina</strong> e …. di solito, nelle nostre case diciamo … “stasera mangiamo il pesce” …. non “stasera mangiamo l’orata, la mormora o …”.<br />
Ecco allora che potremmo avere dei pagellini, delle orate di mare, delle mormore, dei saraghi freschi … staremo a vedere!<br />
Comunque vada, in questo piatto <strong>troveremo il mare e lo cucineremo sul <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/cervia-il-suo-sale-dolce/">sale di Cervia,</a> </strong>quello della riserva del Camillone, e …»<br />
<strong>Gregorio Grippo</strong>: «Il sale di Cervia <strong>è un sale marino che non viene essiccato</strong>, è carico di umidità, di “umori” del mare. E sono questi che noi sfruttiamo per lasciare intatti i sapori del pesce. Ne scaldiamo in padella i cristalli fino a portarli ad una temperatura molto alta, facciamo evaporare tutta l’umidità e la intrappoliamo con una cappa. All’interno, sopra al sale, poniamo i filetti di pesce e &#8230; per induzione dallo strato sottostante e per immersione nei vapori del sale, otteniamo una <strong>cottura leggera, delicata.</strong> Il pesce ne esce <strong>umido, morbido e fragrante.</strong> Ad accompagnarlo una patata cotta nello stesso sale, sommersa, intera. A contrastare il senso asciutto tipico della patata… una emulsione di erbe aromatiche e olio di Brisighella. <strong>Fresca e profumata».</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/Zuppa-inglese.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1167" title="Al Ristorante La Buca il Progetto Romagna - Zuppa inglese" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/05/Zuppa-inglese-574x268.jpg" alt="Al Ristorante La Buca il Progetto Romagna - Zuppa inglese" width="574" height="268" /></a></p>
<p><strong>Zuppa inglese</strong></p>
<p><strong>Stefano Bartolini</strong>: «Non c’è molto da dire sulla Zuppa Inglese. Per noi romagnoli è una consuetudine. Ci riporta ai pranzi dei giorni di festa, dei matrimoni, delle comunioni e dei battesimi. L’unica cosa che vorrei sottolineare è che noi, in controtendenza rispetto all’uso dei savoiardi, <strong>la facciamo con il ciambellone!».</strong></p>
<p>Giorgia Lagosti</p>
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		<title>Al Ristorante La Buca il Progetto Romagna: venerdì 3 maggio</title>
		<link>http://www.blog-stefanobartolini.com/al-ristorante-la-buca-il-progetto-romagna-venerdi-3-maggio/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 13:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Materiae Primae]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[cesenatico]]></category>
		<category><![CDATA[Gregorio Grippo]]></category>
		<category><![CDATA[progetto romagna]]></category>
		<category><![CDATA[ristorante la buca]]></category>
		<category><![CDATA[zanchettoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il “Progetto Romagna” al Ristorante La Buca prosegue e Gregorio Grippo ci racconta. Venerdì 3 Maggio avremo &#8230; Il Menù Carpaccio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il “Progetto Romagna” al <a href="http://www.stefanobartolini.com/la-buca/"><strong>Ristorante La Buca</strong></a> prosegue e <strong><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/gregorio-grippo/">Gregorio Grippo</a></strong> ci racconta.</p>
<p>Venerdì 3 Maggio avremo &#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Menù</strong></p>
<p style="text-align: center;">Carpaccio di <strong>crostacei</strong><br />
con Brisighello e aneto</p>
<p style="text-align: center;">Patata spumosa con<br />
<strong>calamaretti</strong> appena scottati</p>
<p style="text-align: center;">Fusilloni, aglio, olio,<br />
<strong>cozze</strong> e prezzemolo</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Zanchettoni</strong> fritti con verdure<br />
di stagione e maionese ai capperi</p>
<p style="text-align: center;">Sorbetto al <strong>limone</strong>,<br />
granita alla <strong>liquirizia</strong> e basilico</p>
<p style="text-align: center;">Il <strong>bustrengo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>I vini della cantina Santa Lucia Vinery:</strong></em><br />
Citrullo, Albana<br />
Albarara Cru Artigianale, Albana<br />
Petrasolaia, Albana Passita</p>
<p style="text-align: center;"><strong>45.00 euro a persona</strong>, bevande comprese</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Venerdì 3 maggio a La Buca Progetto Romagna" href="http://www.stefanobartolini.com/la_buca/MENU/progettoromagna4.pdf" target="_blank"><strong>Scarica la versione stampabile</strong></a></p>
<p><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Carpaccio di crostacei con Brisighello e aneto</strong></p>
<p>«In Maggio i piccoli crostacei dell’Adriatico sono dolci, tenerissimi, quasi “burrosi”.<br />
Sono estremamente delicati. E non vanno “modificati”, elaborati…. si perderebbe la loro essenza &#8211; sostiene Gregorio &#8211; In questo piatto li presento a crudo, senza marinature, né cotture. Li preparo in purezza. Ad accompagnare le piccole mazzancolle, i gamberi rossi e gli scampetti, a dare loro intensità e freschezza, solo olio extravergine di Brisighella e aneto. Dolci, dolcissimi, immediati e …. come ce li dà il nostro mare».</p>
<p><strong>Patata spumosa con calamaretti appena scottati</strong></p>
<p>«Abbiamo le patate novelle della Signora Maria di Bagnarola. Sono dolci. Molto delicate.<br />
Abbiamo i calamaretti in periodo di uova. Sono tenerissimi. Cremosi.<br />
Con le prime prepariamo una soffice purea …. montata, una spuma, leggera. Sopra vi appoggiamo i calamaretti velocemente scottati in forno ad alta temperatura. Mantengono intatti i loro succhi, non si disidratano. Conservano il loro sapore».</p>
<p><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Fusilloni, aglio, olio, cozze e prezzemolo</strong></p>
<p>«<a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/la-mantecatura-della-pasta-di-gregorio/"><strong>Nell’acqua delle cozze cuocio i fusilloni</strong>.</a> Poi … trasformo la gratinatura tipica della cucina di mare in una cialda, la profumo con prezzemolo e aglio. La congelo e …. la “fondo” con il cannello direttamente sulla pasta.<br />
Quello che fa la differenza in tutto ciò è il <a title="Pane, un'esigenza dell'anima" href="http://www.blog-stefanobartolini.com/il-pane-una-esigenza-dellanima/" target="_blank"><strong>pane</strong></a>: pasta acida, lievitazione naturale e farine non risaldate, non setacciate, integre, macinate a pietra, intatte. E si sente il germe, la crusca, il profumo dei chicchi di grano».</p>
<p><strong>Zanchettoni fritti con verdure di stagione e maionese ai capperi</strong></p>
<p>«In questi giorni al mercato si trovano degli zanchetti grossi, carnosi. Con queste pezzature si potrebbero tranquillamente cucinare sulla griglia. Noi invece li friggiamo, interi, con le uova, e con le verdure di stagione, le prime fresche e davvero nostre: asparagi, zucchine …<br />
Ad equilibrare il piatto, a bilanciare la sapidità e la croccantezza del fritto … una maionese leggera, cremosa e aromatizzata con i piccoli capperi di Pantelleria, gli occhiello, dolci, per nulla salati ma intensi e profumati».</p>
<p><strong>Sorbetto al limone, basilico e granita alla liquirizia</strong></p>
<p>E per finire?<br />
«Dopo una cena così ricca di sapori e di complessità …. credo che l’agro del limone, la freschezza del basilico (le primissime messe della primavera sono cariche di profumo!) e i sentori della liquerizia siamo perfetti. Quella che usiamo noi è grezza, pura, direttamente estratta dal legno. La semplicità».</p>
<p><strong>Il costo della serata è di 45 euro a persona, bevande comprese.</strong></p>
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		<title>La Romagna delle Osterie</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 06:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche la più rustica delle “hostarie” in terra romagnola, oggi ha un volto molto diverso da quello delle sue antenate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Anche la più rustica delle “hostarie” in terra romagnola, oggi ha <strong>un volto molto diverso da quello delle sue antenate</strong>, luoghi in cui generazioni di contadini, marinai, bottegai o sensali hanno scavato negli anni le impronte dei loro bicchieri sui tavolacci di legno.</span></p>
<p>Non è facile stabilire una data di nascita delle osterie, ma <strong>nel 1800 erano già numerose:</strong> spuntavano ai bordi dei crocevia più trafficati, nei luoghi dove i postiglioni davano il cambio ai cavalli o sugli sterrati secondari percorsi dai birrocciai.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/a.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1158" title="La Romagna delle Osterie - documento storico" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/a.jpg" alt="La Romagna delle Osterie - documento storico" width="567" height="390" /></a></p>
<p>Tranne rare eccezioni si assomigliavano tutte:<strong> una frasca inchiodata al battente al posto dell’insegna,</strong> una lavagna (nei casi più fortunati! spesso c’era solo un’asse incisa) recante il costo delle poche proposte affissa al <strong>robusto portone munito di spranghe,</strong> un piccola entrata e una seconda porticina detta <strong>“la bussola”.</strong></p>
<p>Spesso le osterie <strong>erano collocate sotto il livello stradale</strong>: in fondo alla scaletta che scendeva dietro la bussola apparivano come <strong>antri semibui e maleodoranti,</strong> opachi dal fumo e dalla fuliggine, risonanti di un vociare indistinto.</p>
<p>Allora … cosa spingeva, <strong>oltre naturalmente al vino,</strong> gli avventori a dilapidarvi i pochi risparmi o ancor più spesso, a contrarvi debiti continui?</p>
<p>Il fatto è che le osterie erano<strong> il luogo dello scambio,</strong> uno scambio non necessariamente economico: ci si potevano <strong>trasmettere aneddoti, esperienze, idee o magari bestemmie.</strong> Erano il luogo in cui <strong>si conservava la saggezza o l’ignoranza popolare.</strong></p>
<p>Vi accadevano o si narrava di eventi inspiegabili, misteriosi, come quello accaduto <strong>all’Osteria “De Gèval” a Savignano,</strong> così chiamata perché durante un furioso temporale uno sconosciuto dal volto seminascosto (successivamente identificato come il diavolo), entrato all&#8217;improvviso, avrebbe chiesto al becchino del paese di restituirgli il corpo del morto seppellito in giornata di cui aveva smarrito l’anima.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/Articolo-Osterie-2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1160" title="La Romagna delle Osterie - la cottura all'esterno" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/Articolo-Osterie-2-574x268.jpg" alt="La Romagna delle Osterie - la cottura all'esterno" width="574" height="268" /></a></p>
<p>Durante i periodi di maggiore instabilità politica, poi, <strong>le osterie diventavano il luogo in cui si organizzavano congiure e rivoluzioni</strong> come testimoniano i nomi di alcune di queste. Uno su tutti quello della vecchia osteria di Rimini: <strong>“Cantena dla Forza e Curag”.</strong></p>
<p>Ancora, potevano diventare <strong>roccaforti delle tradizioni popolari:</strong> è il caso di una ancora esistente osteria di Faenza dove la notte di San Silvestro del 1844 alcuni giovani squattrinati idearono <strong>“E Luneri di Smembar”.</strong> Da allora continua ancora oggi a scandire i giorni e gli anni dei romagnoli.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/Articolo-Osterie-1.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1159" title="La Romagna delle Osterie - le osterie sulle barche" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/Articolo-Osterie-1-574x268.jpg" alt="La Romagna delle Osterie - le osterie sulle barche" width="574" height="268" /></a></p>
<p>Ma più di tutto, <strong>le osterie</strong>,<strong> quelle seminascoste frequentate da fuggiaschi e contrabbandieri</strong> come quelle celebrate per le proprie cantine sono state per quasi duecento anni il posto dove ci si poteva dimenticare di quel che non si poteva avere, dove <strong>una risata allontanava la miseria</strong>, <strong>dove una regione frammentata e vessata si riuniva sotto il segno del suo Sangiovese.</strong></p>
<p>Giorgia Lagosti</p>
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		<title>Al Ristorante La Buca il Progetto Romagna: venerdi 19 aprile</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Apr 2013 21:48:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo al terzo appuntamento del Progetto Romagna del Ristorante La Buca di Cesenatico. Venerdì 19 Aprile … un&#8217;altra proposta, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo al terzo appuntamento del <strong>Progetto Romagna</strong> del Ristorante <strong>La Buca</strong> di Cesenatico.</p>
<p><strong>Venerdì 19 Aprile</strong> … un&#8217;altra proposta, ma lo stesso messaggio: <strong>il nostro territorio è il mare.</strong></p>
<p style="text-align: center;"> <strong>Il menù</strong></p>
<p style="text-align: center;">Frittatina di <strong>Rossetti</strong></p>
<p style="text-align: center;">Carpaccio di <strong>Ricciola</strong></p>
<p style="text-align: center;">Tagliatelle tutto<strong> Seppia</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong></strong><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Cefalo Dorino</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, pomodoro crudo e prezzemolo</span></p>
<p style="text-align: center;">Jogurt e cioccolato bianco</p>
<p style="text-align: center;">Dolce della tradizione: <strong>la Ciambella</strong> (e Zamblò)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Frittatina di Rossetti</strong></p>
<p>Potrebbero essere confusi con gli &#8220;uomini nudi&#8221;, ma i Rossetti sono i piccoli di triglia. Si possono pescare solo 2 mesi l&#8217;anno, di solito in Marzo e in Aprile.</p>
<p>Nell&#8217;entrata di questa cena verranno presentati in due versioni: all&#8217;interno di una soffice frittatina e &#8230; da soli, leggermente infarinati e fritti. Croccanti. Un grande equilibrio fra delicatezza e carattere. Unica aggiunta &#8230;. il sentore di una quasi impercettibile vinaigrette composta di aceto bianco e olio di Brisighella.</p>
<p><strong>Carpaccio di Ricciola</strong></p>
<p>Una leggera marinatura a secco con il sale dolce di Cervia ed erbe aromatiche: si asciugano le carni della ricciola dai liquidi e se ne concentrano i sapori. Tutto ciò conferisce burrosità e arricchisce il sapore. Rende la ricciola migliore.</p>
<p>E la composizione del piatto? Semplicità e purezza. Rosee fettine ordinatamente allineate su carta oleata, sale Maldon e olio extravergine Dop di Brisighella. Il crudo … diretto. Deciso. Fantastico!</p>
<p><strong> Tagliatelle tutto Seppia</strong></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Perchè tutto seppia? Innanzitutto precisiamo che in primavera le seppie sono buonissime e &#8230; alla Buca le usano tutte! </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Gregorio mette le uova sotto sale e ne ottiene una specie di bottarga:  la grattugerà sopra alle tagliatelle, direttamente sul piatto. </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Con il nero impasta la sfoglia e la tira al mattarello: spesse, larghe e ruvide saranno le tagliatelle &#8230; con quel sentore leggermente amarognolo dato dal nero. </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Passiamo alle teste: se ne fa il brodo per cuocere la &#8220;minestra&#8221; (qui in Romagna &#8230; proprio non possiamo chiamarla pasta!). </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Infine le pance, le parti più nobili della seppia: completamente spellate, vengono tagliate sottili sottili e cotte sulla placia &#8230; la croccantezza del piatto.</span></p>
<p><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Cefalo Dorino, pomodoro crudo e prezzemolo</strong></p>
<p>Chiamato anche Lotregano, il Cefalo Dorino (che non è la Bosega, ottima a Settembre, e nemmeno il cefalo comune) in questa stagione ha carni tenere, saporite: n<span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">on vanno aggredite con lunghe cotture. Non vanno coperte con sapori forti.</span></p>
<p>Gregorio ne ricava i filetti, li scotta velocemente sulla plancia e li accosta al pomodoro: crudo e confit, profumato con aglio e basilico. Freschissima la sensazione che ne risulta. A completare il tutto, una emulsione di olio e prezzemolo, quello che in questi giorni comincia a spuntare influenzato dai primi caldi. I suoi getti nuovi hanno un profumo incredibile!</p>
<p><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Jogurt e cioccolato bianco</strong></p>
<p>Semplice e diretto. Bianco. Unico tocco di colore &#8230; una leggera purea di fragole.</p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Dolce della tradizione: </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">la Ciambella</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Romagnola</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> (e Zamblò), tagliata sul legno, davanti a tutti.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">In abbinamento i vini di una grande cantina regionale: </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">la Tosa di Piacenza</strong></p>
<p><strong>Riodeltordo,</strong> un uvaggio di Malvasia a dare profumo e calore, Ortrugo per la mineralità, Trebbiano per la sua acidità e la sua freschezza e Sauvignon per la sapidità.</p>
<p><strong>Sorriso di Cielo</strong>, Malvasia di Candia in purezza, un aromatico, un vino strutturato, complesso e longevo.</p>
<p><strong>L&#8217;Ora Felice,</strong> Malvasia passito, opulento ma fresco, non stucchevole ed elegante.</p>
<p><strong>45.00 euro a persona</strong>, bevande comprese.</p>
<p>Giorgia Lagosti</p>
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		<title>Al Ristorante la Buca, il Progetto Romagna: venerdì 12 aprile</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 08:58:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel Progetto Romagna del Ristorante La Buca &#8230; c&#8217;è il passato, quello che rievoca i profumi e i sapori della cucina di mare, degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel <strong><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/il-ristorante-la-buca-e-il-progetto-romagna/">Progetto Romagna</a> </strong>del<strong> </strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Ristorante</span><a style="font-size: 13px; line-height: 19px;" href="http://www.stefanobartolini.com/la-buca/"> <strong>La Buca</strong></a> <strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">&#8230; c&#8217;è il passato</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">, quello che rievoca i profumi e i sapori della cucina di mare, degli umori respirati sulle banchine del porto canale, nelle cambuse dei pescherecci. Poi c&#8217;è</span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> il presente,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> ma &#8230; non è nostalgia. E&#8217; riflessione, indagine e reinterpretazione. E&#8217; una chiave di lettura per sentire ancora più forti le radici che ci legano alla nostra terra, la Romagna. Ed è anche quotidianità, fatta di </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">spese giornaliere al mercato del pesce, di rispetto per le &#8220;stagioni&#8221;,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> di voglia di comunicare l&#8217;Adriatico. Infine c&#8217;è</span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> il futuro</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> e la consapevolezza che &#8230;. </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">il nostro territorio è (e rimarrà) il mare.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Menù </strong></p>
<p style="text-align: center;">Piadina con cipollotto, <strong>sgombro</strong> affumicato e radicchio</p>
<p style="text-align: center;">Spiedino di <strong>calamaretti</strong>, spinaci e nocciole</p>
<p style="text-align: center;">Spaghetti cotti e mantecati in acqua di <strong>poverazze</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Rombo</strong> in crosta di sfoglie di patate</p>
<p style="text-align: center;">Gelato di<strong> crema</strong> alle bucce di arancio e caramello . . . oggi!</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;E  bustreng&#8221;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>In abbinamento verranno serviti i vini &#8230;</strong><br />
Gea, Albana, Vigne di San Lorenzo<br />
Campaglione, Sangiovese, Vigne di San Lorenzo<br />
Petrasolaia, Albana Passita, Santa Lucia Vinery</p>
<p style="text-align: center;"><strong>45 euro a persona, bevande comprese<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a title="Venerdì 5 aprile a La Buca Progetto Romagna" href="http://www.stefanobartolini.com/la_buca/MENU/progettoromagna2.pdf" target="_blank"><strong>Scarica la versione stampabile</strong></a></p>
<p><strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Piadina con cipollotto, sgombro affumicato e radicchio</span></strong></p>
<p><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/diretta-dalla-citta-meneghina-centanni-di-milano-marittima/_and2186/" rel="attachment wp-att-704"><img class="aligncenter size-medium wp-image-704" title="Piadina e Sgombro Affumicato" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/03/AND2186-574x268.jpg" alt="Piadina e Sgombro Affumicato" width="574" height="268" /></a></p>
<p><strong></strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Una piadina sottile questa, alla moda del sud della Romagna, quasi sfogliata. <strong>Gli ingredienti … quelli di sempre:</strong> acqua, farina, strutto e sale. </span></p>
<p>Lo sgombro, leggermente marinato nel sale dolce di Cervia, viene affumicato a bassa temperatura con legno di ciliegio invecchiato:<strong> il fumo lo asciuga, lo alleggerisce,</strong> gli dona una eleganza che ben si contrappone al dolce e all’agro del cipollotto scottato nell’aceto e al leggero amaro del radicchio che la tradizione vorrebbe solo in foglia e che invece sulla nostra piadina compare anche in crema. Ed è un radicchio di campo, freschissimo e di stagione.</p>
<p><strong>Spiedino di calamaretti, spinaci e nocciole</strong></p>
<p><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/la-cena-di-san-silvestro-alla-buca-il-ricordo-di-chi-cera/spiedino-di-calamaretti/" rel="attachment wp-att-612"><img class="aligncenter size-medium wp-image-612" title="Spiedino di calamaretti" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/01/Spiedino-di-calamaretti-574x268.jpg" alt="Spiedino di calamaretti" width="574" height="268" /></a></p>
<p>Una volta, sui pescherecci, le piccole seppioline che il mercato disdegnava, venivano<strong> “infilzate” su piccoli spiedi e cotte sul “fuocone”.</strong> Erano il rancio dei pescatoti.<br />
Oggi, in questa stagione, i calamaretti sono buonissimi, dolci, pieni di uova. Noi,<strong> come facevano una volta i marinai,</strong> li infilziamo su piccoli spiedini e li scottiamo sulla griglia. Vicino a loro, solo spinaci novelli appena saltati in padella, che con il loro sentore ferroso ne bilanciano la dolcezza. A completare il tutto … nocciole tostate con il sale grosso a conferire croccantezza.</p>
<p><strong>Spaghetti cotti e mantecati in acqua di poverazze</strong></p>
<p><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/spaghetti-con-le-poverazze/spaghetti-e-poverazze-2/" rel="attachment wp-att-610"><img class="aligncenter size-full wp-image-610" title="Spaghetti e poverazze" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2012/01/spaghetti-e-poverazze-2.jpg" alt="Spaghetti e poverazze" width="363" height="600" /></a></p>
<p>Le poverazze, etimologicamente parlando, al contrario di come si potrebbe pensare, non hanno niente a che fare con la povertà. Il loro nome deriva da peverazza e da pevere, ovvero pepe: la valva della vongola nostrana infatti ha il colore del pepe macinato grossolanamente.<br />
In questo piatto le troviamo sotto tre vesti: <strong>nella loro acqua</strong> vengono cotti gli spaghetti, con <strong>il loro frutto</strong> si conferisce sapore durante la mantecatura e … alla fine Gregorio ne apre alcune per pochissimi secondi in acqua bollente e le pone a completamento del piatto.<strong> Il vero profumo del mare!</strong> Unico “intruso” … uno spicchio di aglio.</p>
<p><strong>Rombo in crosta di sfoglie di patate</strong></p>
<p>Davanti alle nostre coste in Primavera si pescano dei rombi di circa 2 chilogrammi. <strong>Grossi, sapidi, nel loro momento migliore.</strong> Cotti alla plancia, ricoperti di sottilissime fettine di patate appena scottate (sono ovviamente quelle <strong>della signora Maria di Bagnarola!</strong>) finiscono per qualche minuto in forno, quel tanto a che la “crosta” diventi croccante. Poi … solo olio, leggermente affumicato.</p>
<p>Dessert</p>
<p><strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">&#8220;E  bustreng&#8221;</span></strong></p>
<p>Un nome dal suono duro, <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">grezzo, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">rustico, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">che <strong>rievoca qualcosa antico.</strong> </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Un nome che rispecchia <strong>l’essenza contadina</strong> di questo dolce tipico dall’area compresa tra la bassa Romagna e il Montefeltro. </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">D’origine barbarica (legato alla presenza dei celti in terra di Romagna), <strong>n</strong></span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"><strong>asce dall’esigenza</strong> <strong>di recuperare il pane raffermo:</strong></span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> ammollato nel latte, arricchito con zucchero, uova, strutto e completato con quello che la terra offriva stagionalmente, oggi lo si trova anche in versioni &#8230;. più &#8220;libere&#8221;, con cioccolato o spezie.</span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Noi ve lo presentiamo nella veste originale, con <strong>mandorle intere e uvetta. </strong></span></p>
<p>Giorgia Lagosti</p>
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		<title>Al Ristorante la Buca il Progetto Romagna: venerdi 5 aprile</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Apr 2013 14:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Lagosti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle cucine del Ristorante La Buca c’è fermento. Si stanno mettendo a punto le ultime preparazioni per il &#8220;Progetto Romagna&#8221;. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle cucine del<a href="http://www.stefanobartolini.com/la-buca/"> <strong>Ristorante La Buca</strong></a> c’è fermento.</p>
<p>Si stanno mettendo a punto le ultime preparazioni per il <strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">&#8220;</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Progetto R</span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">omagna&#8221;.</span></strong> Di che cosa si tratta?</p>
<p>Per tre venerdì di Aprile (5, 12 e 19) <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/gregorio-grippo/">Gregorio,</a> <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/nelle-cucine-del-ristorante-la-buca-thomas-battistini/">Thomas</a> e la loro brigata lasceranno chiusa la carta del ristorante per lasciare spazio a due menù pensati con l’intenzione di <strong>dare voce a preparazioni semplici, “classiche” della nostra cucina,</strong> ma realizzate mettendo in campo <strong>la loro conoscenza, le tecniche e le tecnologie</strong> all&#8217;avanguardia di cui dispongono.</p>
<p>Ad un <strong>prezzo che andrà incontro alle esigenze dei clienti,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> ed affiancati per i vini da tre cantine del territorio, Andrea e Stefano Bartolini porteranno sulle tavole della Buca <strong>un messaggio che parlerà di terra, di un tempo passato e di radici.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il Menù</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Spada</strong> fritta, finocchio e acetosella</p>
<p style="text-align: center;">Pane imbottito di <strong>moscardini</strong></p>
<p style="text-align: center;">Spaghetti con la<strong> granseola</strong></p>
<p style="text-align: center;">Il <strong>brodetto</strong></p>
<p style="text-align: center;">&#8220;<strong>Fragole</strong> zucchero e limone&#8221; . . . a modo nostro</p>
<p style="text-align: center;">La <strong>ciambella</strong> Romagnola (e Zamblò)</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>I vini della cantina Santa Lucia Vinery:</strong></em><br />
Citrullo, Albana<br />
Albarara Cru Artigianale, Albana<br />
Petrasolaia, Albana Passita</p>
<p style="text-align: center;"><strong>45.00 euro a persona</strong>, bevande comprese</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Venerdì 5 aprile a La Buca Progetto Romagna" href="http://www.stefanobartolini.com/la_buca/MENU/progettoromagna1.pdf" target="_blank"><strong>Scarica la versione stampabile</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/03/Spade-fritte.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1148" title="Progetto Romagna - Spade fritte" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/03/Spade-fritte-574x268.jpg" alt="Progetto Romagna - Spade fritte" width="574" height="268" /></a></p>
<p><strong>Venerdì 5 Aprile</strong> si inizierà con una piccola entrata dal sapore antico. <strong>La Spada fritta.</strong> Accanto, solo finocchio fresco e acetosella a dare quel tocco di acidità e freschezza di cui la frittura ha bisogno.</p>
<p>Ma soffermiamoci un attimo sulla spada, o lingua, o fettuccia rosa … sono tanti i nomi che assume e variano da regione a regione. <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Comunque sia, si tratta di </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">carni molto povere,</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> utilizzate oggi quasi esclusivamente per il  brodo di pesce, ma </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">ricchissime di sapore, di profumi</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> e &#8230; di spine! E quanta fatica per poterle gustare! </span></p>
<p><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">In questo piatto però ce le ritroveremo </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">completamente spellate, spinate e solo infarinate.</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> Niente pastella, niente panatura. Pronte per essere mangiate. Avvolte da una leggera croccantezza in superficie e tenerissime all’interno.</span></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/03/Moscardini-nel-pane.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1147" title="Progetto Romagna - Moscardini nel pane" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/03/Moscardini-nel-pane-574x268.jpg" alt="Progetto Romagna - Moscardini nel pane" width="574" height="268" /></a></p>
<p>L’antipasto invece vedrà protagonisti i <strong>Moscardini del nostro Adriatico</strong>, ma soggetti ad una cottura &#8230; “presa in prestito” dall’antica tradizione campana. Quindi, così come sulle banchine del porto Santa Lucia di Napoli i pescatori partenopei <strong>cucinavano “a secco” i polpi appena pescati</strong> dentro a cocci di terracotta sui cui coperchi venivano posti dei sassi perché il loro liquido pregno degli umori del mare non evaporasse, i nostri moscardini <strong>Gregorio li porterà a cottura all’interno di un tegame di acciaio a chiusura quasi ermetica. </strong></p>
<p><strong></strong> E così come le mogli di quei pescatori usavano quel polpo per farcire due fette di pane e lo andavano a vendere come cibo di strada nei mercati rionali, <strong>Gregorio riempirà dei nostri moscardini <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/il-pane-una-esigenza-dellanima/">un piccolo pane artigianale,</a></strong> quasi a contenere il sapore intatto e naturale del mare. Ma non si tratterà di un pane “scontato”: <strong>pasta acida, lunghe lievitazioni</strong> che sfiorano le 18/20 ore, <strong>farina bianca arricchita con uovo e burro</strong> … quasi un piccolo panettone salato e <strong>profumato all’aneto.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/03/Spaghetti-con-la-granseola2.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-1150" title="Progetto Romagna - Spaghetti con la granseola" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/03/Spaghetti-con-la-granseola2-574x268.jpg" alt="Progetto Romagna - Spaghetti con la granseola" width="574" height="268" /></a></p>
<p>Passiamo al primo piatto. <strong>Spaghetti alla Granseola.</strong> Premessa: siamo alle prime battute della primavera e in questa stagione <strong>le femmine sono piene di uova, saporitissime,</strong> siamo certamente nel periodo migliore per assaporarle. Vero è che tutto ciò va a discapito della quantità di carni, ma … quello che ci ritroveremo nel piatto di spaghetti non sarà certo la polpa del grosso granchio, bensì <strong>la sua spremitura “densa” e concentrata di tutto il suo sapore.</strong> Inizialmente la granseola verrà scottata a vapore, privata delle carni e … “torchiata”.</p>
<p>E anche questo merita una doverosa spiegazione perchè <strong>il torchio non è stato preso in prestito dalla cucina d’oltralpe:</strong> siamo nell’800 e, in versione lignea, questo strumento era molto usato <strong>nel nostro sud</strong> per estrarre tutta l’acqua di vegetazione di melanzane, zucchine e cetrioli che, dopo aver passato qualche giorno al sole, sarebbero finiti conservati sott’olio e diventati dispensa nella stagione fredda.</p>
<p>Quello della Buca <strong>è invece un torchio di metallo</strong> (le norme igieniche oggi ce lo impongono) che &#8220;spreme&#8221; la granseola di tutto il suo liquido: quest&#8217;ultimo, dopo una breve cottura a basse temperature, <strong>si vedrà protagonista <a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/la-mantecatura-della-pasta-di-gregorio/">dell’ultima fase di lessatura degli spaghetti.</a></strong> Insomma … cuoceranno nel succo di granseola. E gli spaghetti, ovviamente essiccati naturalmente, trafilati al bronzo e solo grano duro nazionale e di qualità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/AND2074.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1151" title="Progetto Romagna: Pesce da brodetto" src="http://www.blog-stefanobartolini.com/wp-content/uploads/2013/04/AND2074-574x268.jpg" alt="Progetto Romagna: Pesce da brodetto" width="574" height="268" /></a></p>
<p>Arriviamo alla pietanza.<a href="http://www.blog-stefanobartolini.com/dalla-cucina-di-bordo-il-brodetto/"> <strong>Il Brodetto.</strong></a> Il nostro brodetto, quello cesenaticense. Ma … sfilettato, comodo da mangiare e … saporitissimo. Le teste e le reste rimarranno solo <strong>nell&#8217;intenso sapore</strong> che avranno saputo trasmettere al brodo. Siamo sul finale.</p>
<p><strong><strong>&#8220;</strong>Fragole zucchero e limone&#8221; . . . a modo nostro: </strong>il frutto di questo inizio di stagione, condito come nella classica tradizione e trasformato in un dessert fresco e profumato.</p>
<p>E per finire … la <strong>Ciambella Romagnola (e Zamblò), tagliata sul legno, davanti a tutti</strong> e perfetta affianco alla “nostra”, davvero solo nostra,<strong> Albana di Romagna Docg passito</strong>, magistralmente interpretata dalla <strong>Tenuta Santa Lucia di Mercato Saraceno.</strong> E&#8217; infatti questa la cantina che Andrea e Stefano hanno scelto per la prima serata.</p>
<p>Insomma … il messaggio? <strong>Il territorio della Buca è il mare, è vero ma &#8230; con delle contaminazioni che vengono dalla terra,</strong> rigorosamente Romagna e che non devono passare in secondo piano. Mai. <strong>Il pesce, per essere eccellente,</strong> deve avere al suo fianco <strong>prodotti e preparazioni eccellenti.</strong> <strong>Il pane</strong> deve essere curato e accurato perché … non è possibile credere che … tutto il pane è pane. <strong>Le erbe e gli ortaggi</strong> devono essere dei migliori e lavorati nel migliore dei modi.</p>
<p><strong>Le cotture</strong>, fondamentali, possono derivare anche da territori diversi, dalla sapienza di altre regioni (ben vengano l’interscambio e la crescita) … basta che si ottenga il migliore dei risultati … Insomma … con queste serate <strong>la Buca vuole mostrarci le sue salde radici,</strong> vuole onorare la storia e mostrarci che … <strong>non c’è nulla di scontato nella cucina della nostra Romagna.</strong></p>
<p>Giorgia Lagosti</p>
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